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GIORNO DELLA MEMORIA 27.01.2011

 

Apertura dei lavori

Giornata della MemoriaCelebrare questa ricorrenza non è soltanto un dovere che derivi dalla legge.

E’ sicuramente una buona legge quella italiana che ha decretato il 27 gennaio di ogni anno "il giorno della memoria".

 

Ma vivere, promuovere, organizzare la celebrazione di un evento che serva a ricordare per non dimenticarla mai, la <shoah>, lo sterminio degli ebrei, vuol dire soprattutto impegno a veicolare un valore che travalica la bontà della legge, per diventare una scelta definitiva in favore del rispetto della integrità e dignità della persona umana.

 

L’Italia repubblicana e tutti i suoi cittadini possono benissimo dare a questo giorno, ed alle iniziative che in questo giorno si realizzano, questo significato, perché è nella Costituzione della Repubblica italiana che questo valore è codificato.

 

Ben diverso era il portato dell’ideologia nazista e fascista, che hanno organizzato e messo in atto lo sterminio degli ebrei, in nome di una presunta superiorità della razza ariana.

 

Questa adesione, sentita e convinta ai valori della Carta Costituzionale, la piena consapevolezza dell’imprescindibile, dovuto rispetto, della dignità umana, che è un valore religioso oltre che umano, ci hanno ispirati quando abbiamo deciso, come Associazione degli ex Consiglieri regionali della Calabria, di concorrere al Bando emesso dalla Direzione Generale dell’Educazione e della Cultura della Commissione Europea, facente parte del Programma “Europe for citizens”.

La scelta ha risentito fortemente della convinzione che anche noi potevamo ben prepararci ad onorare questa ricorrenza, con un nostro specifico contributo, che lasciasse traccia della nostra piena adesione e convinzione della partecipazione al “giorno della memoria” ed al valore che noi ad esso attribuivamo.

 

Il programma «Europa per i cittadini» sostiene progetti che promuovono la cittadinanza attiva europea.


L'obiettivo dei progetti sostenuti nell'ambito della Azione n. 4 del Programma è:

mantenere viva la memoria delle vittime del nazismo e dello stalinismo e migliorare la conoscenza e la comprensione da parte delle generazioni attuali e future di ciò che è avvenuto nei campi di concentramento e in altri siti di sterminio di massa, e delle cause che hanno provocato tali eventi.”

 

L’invito pubblico della Commissione Europea da la possibilità di presentare per il co-finanziamento, progetti promossi dalla società civile.

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l Progetto, come prevedeva l’invito, doveva essere proposto da un soggetto organizzato, avente riconoscimento giuridico, senza finalità di lucro, con l’obbligo di associare nell’iniziativa una Fondazione/Associazione con esperienza consolidata in ambito formativo sui temi dell’internamento civile e la persecuzione politico – razziale, cui affidare il coordinamento e la responsabilità scientifica.

L’Associazione, memore della presenza in terra di Calabria – nel Comune di Tarsia, a pochi chilometri da qui - del più importante campo di internamento fascista – appunto Ferramonti di Tarsia – (una presenza poco conosciuta in Italia ed in Europa), e di una “Fondazione Internazionale Ferramonti di Tarsia per l’Amicizia tra i popoli”, riconosciuta con legge dalla Regione Calabria, si è messa subito al lavoro e con la preziosa collaborazione del partner, si è organizzata per la presentazione del Progetto.

La Fondazione Ferramonti è presieduta da un grande studioso ed esperto delle problematiche connesse ai campi di raccolta, internamento e concentramento, organizzati in Italia dal Fascismo: il Prof. Carlo Spartaco Capogreco, autore di numerose pubblicazioni, che nel progetto ha assunto il compito di coordinatore-responsabile scientifico.

Nel progetto sono state coinvolte oltre all’Associazione fra ex Consiglieri – responsabile del Progetto - l’equipe di esperti della Fondazione “Ferramonti”, dirigenti scolastici, insegnanti e 180 studenti di 6 Scuole Superiori delle 5 Province calabre:

 

1.Liceo Scientifico “Nicola Pizi” - Palmi (RC) - Prof. Antonio Carrozza

 

2.Istituto Alberghiero “Dea Persefone”- Locri (RC) – Prof. Anselmo Fazzari – Prof.ssa Teresa Bitonti

 

3.Liceo Classico “Michele Morelli”- Vibo V. (VV) – Prof. ssa Anna Rosa Melecrinis

 

4.Liceo Classico “Francesco Fiorentino” Lamezia T.(Cz) – Prof.ssa Maria Lucia Mercuri

 

5.Istituto Tecnico Commerciale “Vincenzo Cosentino” - Rende (CS) – Dir. Scol. Prof. Mario Nardi - Prof.ssa Patrizia Marino – Prof.ssa Maria Scornaienchi

6.Istitituto Professionale “Sandro Pertini” – Crotone (KR) – Prof.ssa Caterina Zanghì

 

Le tappe più importanti del progetto sono state:

La formazione dello staff di progetto e la progettazione esecutiva delle azioni per la sua realizzazione;

La selezione degli insegnanti di riferimento e programmazione dei Seminari per la formazione dei formatori;

La formazione dei gruppi di studenti direttamente coinvolti in ciascun Istituto;

La realizzazione di 12 laboratori (2 in ciascun Istituto);

Il Monitoraggio e la valutazione dei risultati;

La visita a Bruxelles, presso l’Agenzia Educazione e Cultura della Direzione Generale Educazione e Cultura della Commissione Europea, da parte di una delegazione composta dall’Associazione dai docenti e studenti delle Scuole coinvolte, per la presentazione dei risultati.

I prodotti realizzati col progetto, che veicoleranno in Italia ed in Europa la storia del campo di Ferramonti sono:

  1. Il volume che qui oggi stiamo presentando ufficialmente, dopo Bruxelles, e che distribuiremo alle Biblioteche d’Italia;

  2. Un DVD che pubblicizza i contenuti del nostro lavoro;

  3. Un sito internet www.progettoferramonti.it che diffonderà sulla rete la storia del campo di internamento di Ferramonti di Tarsia.

Il Progetto è iniziato a Ottobre del 2009 e si è concluso a Novembre del 2010, giusto in tempo per prepararsi a celebrare degnamente il giorno della Memoria, oggi, proprio qui presso l’Università della Calabria, a pochi chilometri da Ferramonti di Tarsia, il territorio interessato dal campo di internamento, che anche grazie alla nostra iniziativa, ora diverrà più conosciuto.

 

Si è trattato, come è facile intuire, di una bella, ricca ed interessante esperienza che ci ha consentito di impadronirci di una “piccola”, grande storia, consumatasi sul territorio della nostra Calabria, forse sconosciuta in Europa, se è vero che il nostro progetto è stato il secondo tra i 50 co-finanziati in Europa dalla Commissione dell’Unione Europea.

 

La riscoperta della storia di Ferramonti, vissuta come riscoperta e riaffermazione del valore della dignità ed integrità della persona umana, da portare a conoscenza delle nuove generazioni non rimarrà soltanto nella celebrazione del giorno della memoria di oggi.

 

L’Associazione e la Fondazione hanno contratto tra loro l’impegno perché la memoria del campo di Ferramonti venga coltivata anche in futuro e non mancheranno di studiare ed approfondire modalità e tempi di realizzazione di altre iniziative in collaborazione con la Direzione Scolastica regionale.

 

Tutto questo è stato e sarà ancora possibile grazie alla piena disponibilità e collaborazione dei Dirigenti scolastici ed alla appassionata attività dei docenti di riferimento dei singoli Istituti, presenti anche a questo appuntamento, ai quali vogliamo pubblicamente rendere merito di una partecipazione attiva e consapevole. Pensiamo con questa iniziativa di avere piantato in questi 6 Istituti una bandierina di conoscenza importante anche per la loro attività futura; per essi il “giorno della memoria”, ora, si è arricchito di una nuova esperienza, di una concretezza forse, prima, più attenuata, meno prossima alla storia della nostra terra, che, invece, anch’essa, tristemente, anche se non drammaticamente, ha vissuto la tragedia della “shoah”.

 

Un ringraziamento sentito e doveroso all’Assessore regionale alla Cultura, il Prof. Mario Caligiuri ed all’Assessore alla Cultura della Provincia di Cosenza, la d.ssa Maria Francesca Corigliano, per la loro presenza, non solo istituzionale, a questa nostra celebrazione.

 

Un grazie di cuore all’Università della Calabria, che ci ha accolti ed ospitati e al suo Magnifico Rettore, ai Professori che hanno accolto l’invito a prendere parte attiva alla realizzazione di questo appuntamento, nel quale presenteranno le loro relazioni.

 

Un grazie anche alla dott.ssa Longo – di Radio-RAI Cultura di Roma - che, malgrado i numerosi e gravosi impegni, ha accolto l’invito a presiedere la nostra iniziativa.

 

E consentitemi, ora, di concludere con un grato apprezzamento ed un caloroso ringraziamento al partner dell’Associazione nella progettazione e realizzazione del Progetto: la Fondazione Internazionale Ferramonti di Tarsia per l’Amicizia tra i popoli, al suo staff (la prof.ssa Grande, la Prof.ssa Muià, il Prof. Calendino), al suo Presidente, il Prof. Carlo Spartaco Capogreco i cui studi e la cui passione sono stati il fondamento solido su cui ha poggiato e camminato con sicurezza il nostro lavoro. Prima del progetto non c’erano state frequentazioni tra noi. Ma è bastato qualche sguardo, qualche parola, qualche pensiero, per intendersi e camminare speditamente verso il raggiungimento dell’obiettivo.

 

Chiudo con un ricordo pieno di mestizia, ma incredibilmente vivo e presente, rivolgendo un pensiero ad una persona che è stata protagonista assieme a tutti noi in questa esperienza di lavoro, la Prof.ssa Nadia Capogreco che, proprio alla vigilia della presentazione dei risulti del progetto a Bruxelles, è tornata alla casa del Padre, lasciandoci, tuttavia, in compagnia del suo ultimo lavoro, quasi una traccia non cancellabile, del suo passaggio e della sua personalità, scritta e testimoniata dalla sua presenza nella pubblicazione che presentiamo.

 

Un caro e forte ringraziamento, infine, ai giovani studenti, che hanno partecipato alla realizzazione del progetto. Sentiamo spesso dire che i giovani sono la speranza, il futuro, il domani. Credeteci, è così, indipendentemente dal fatto che lo dicono coloro che giovani non sono più. Non vi faccia velo che lo diciamo noi e che voi, magari, siete spesso costretti ad ascoltarlo, senza avere riscontri credibili di coerenza e consequenzialità con l’affermazione.

Non è importante né che lo diciamo noi, né che voi ve lo sentiate dire. E’ importante, invece, che voi ne siate convinti e consapevoli e che vi prepariate adeguatamente alle responsabilità che vi attendono. Forse le generazioni che vi hanno precedute sono state più fortunate, ho qualche motivo per fare questa affermazione; i tempi che viviamo ed ancor più quelli che verranno, richiederanno spalle più larghe e menti più aperte ed attrezzate per affrontare e fronteggiare le problematiche connesse alla complessità della vita dell’uomo nell’era della globalizzazione. Ma nessuna paura, se saprete scommettervi puntando decisamente sul sapere, nemmeno per voi sarà difficile vincere la scommessa della vita.

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Stefano A. Priolo